Rubrica: “Lei non sa chi sono io!” – 1° puntata

Nel primo appuntamento della rubrica “Lei non sa chi sono io!” vi presentiamo Aldo Moro, un personaggio che in effetti non avrebbe bisogno di grandi presentazioni: politico, accademico, giurista, tra i fondatori della Democrazia Cristiana, più volte ministro e Presidente del Consiglio dei ministri, assassinato nel  1978 dalle Brigate Rosse.

Quello che però forse non sapete è che Aldo Moro era pugliese, nato a Maglie (LE) e che nel lontanissimo 1965 Giovanni Acquaviva (giornalista e scrittore morto a Taranto nel 2008) ne scrive un ritratto molto interessante. Nel libro Protagonisti di Puglia“, Congedo editore, del 1977, lo definisce “la personificazione del giovane serio, dell’uomo impegnato. Non era un musone o un misantropo, ma non amava perdere il suo tempo in cose futili[…].” Per Acquaviva, Moro “è un tipo di governatore sui generis, non ama governare a spettacolo, per gli applausi; la folla e l’entusiasmo lo intimidiscono“.

Conclude Acquaviva: “La politica è una cosa seria e seriamente bisogna praticarla. Questo è l’insegnamento di Aldo Moro.” Un insegnamento attualissimo e di cui bisognerebbe fare tesoro oggi più che mai.

Nuova Rubrica: “Lei non sa chi sono io!”

L’estate è arrivata con il caldo afoso e la voglia di vacanze, con il suo vento caldo però ci ha portato anche un po’ di novità interessanti.

Oggi inauguriamo una nuova rubrica dal titolo: “Lei non sa chi sono io!” in cui vi presenteremo alcuni personaggi pugliesi in pochi caratteri!!!

“Una serie di ritratti […]” scriveva il giornalista e scrittore Giovanni Acquaviva in “Protagonisti di Puglia”, Congedo editore (del 1977), affermando “Non so se tutti questi miei personaggi siano ancora dei protagonisti […] So però che dieci anni fa lo erano. Ed è giusto che i pugliesi se lo ricordino.”

 

 

 

 

 

 

#Pillola 8: Storia della Puglia

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(tratto da Storia della Puglia, di Tommaso Pedio, Capone Editore 2002)

Della presenza longobarda in questa regione è testimonianza il mausoleo di Rotari a Monte Sant’Angelo, una rozza imponente costruzione […] innalzata alla fine del XI secolo da Rodelgrido […] sui ruderi di una torre longobarda del VI secolo.  Un nuovo pericolo minaccia i paesi longobardi. Dalle coste africane gli Arabi, ormai padroni della Sicilia, si spingono” fino alla coste pugliesi.

 

 

 

#Pillola 7: Storia della Puglia

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(tratto da Storia della Puglia, di Tommaso Pedio, Capone Editore 2002)

Le testimonianze romane in queste zone sono molteplici:

l’anfiteatro di Lucera, i ruderi di Herdonia e Salapia, i ponti sull’Ofanto, i mausolei di Canosa, l’anfiteatro di Piazza Sant’Oronzo a Lecce, le colonne terminali della via Appia a Brindisi e i resti del porto romano di Egnatia”.

 

 

#Pillola 6: Storia della Puglia

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(tratto da Storia della Puglia, di Tommaso Pedio, Capone Editore 2002)

Con i Bizantini, il centro messapico di Otranto si trasforma nella “città più importante della penisola salentina che verrà intesa come terra d’Otranto; […]“.

Dagli Aragonesi in poi la Terra d’Otranto diviene una “autonoma provincia con Lecce capoluogo, che ricongiunta alla Puglia, è divisa oggi nelle tre province di Lecce, di Brindisi e di Taranto.”

#Pillola 5: Storia della Puglia

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(tratto da Storia della Puglia, di Tommaso Pedio, Capone Editore 2002)

Rapida è la romanizzazione dei popoli che abitano nella regione che i Greci indicano come Japigia. […] dopo la caduta dell’ Impero Romano quel che rimane della II regione augustea costituisce due distinte province, l’Apulia e la Calabria. La prima ha a suo centro Canosa, la seconda Otranto […]”

#Pillola 3: Storia della Puglia

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(tratto da Storia della Puglia, di Tommaso Pedio, Capone Editore 2002)

Roma vuol conquistare la Magna Grecia e nel 272 a.C. corrompe Milone ottenendo le chiavi della città di Taranto. Seguono tentativi di ribellione, ma nel 209 a.C. Taranto cade, non è più città libera, viene saccheggiata (viene portato via anche il Colosso bronzeo di Ercole realizzato da Lisippo che “il Senato romano fa collocare sul Campidoglio”), e i suoi uomini vengono presi come schiavi.

Roma viene letteralmente contagiata dall’arte, dalla filosofia, dalla cultura e dalla letteratura della Magna Grecia.
I tre poeti più rappresentativi sono Livio Andronico, Quinto Ennio di Rudiae e Marco Pacuvio di Brindisi.

#Pillola 2: Storia della Puglia

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(tratto da Storia della Puglia, di Tommaso Pedio, Capone Editore 2002)

Trecento anni dopo, con Archita di Taranto, matematico, filosofo e uomo di stato, questa città [Taranto] raggiunge il suo massimo splendore. […] Taranto gareggia con Siracusa.

Nota per la lavorazione della porpora, per i suoi vasai e per i suoi orafi, Taranto è anche notevole centro culturale.

Non mancano poeti e musicisti. Tra i primi sono Leonida di Taranto, uno dei più originali rappresentanti della poesia epigrammatica greca, e Andronico[…].
Tra i musicisti sono Eumeno e Nikikel, i due tarantini che alla scuola di Aristosseno di Taranto apprendono gli elementi armonici e la ritmica della musica che il loro maestro aveva appreso da Pitagora.

#Pillola 1: Storia della Puglia

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(tratto da Storia della Puglia, di Tommaso Pedio, Capone Editore 2002)

Dal mare sono arrivati nuovi coloni greci e si sono fermati là dove già vivono Messai e Peuceti, Pedicoli e Dauni, popoli che i greci indicano come Japigi.

Questa gente venuta dal mare a portare una nuova civiltà si ferma sulla costa dove, dal Gargano al Capo di Leuca e da Leuca alla foce del Bradano, sono agglomerati umani che si stanno trasformando in città ricche e fiorenti.
Nella Daunia, dal Gargano all’Ofanto, sono Arpi, Salapia, Herdonia; a sud dell’Ofanto Canusium, Barium e Egnatia, Silvium e il centro peuceta là dove ora sorge Altamura; nella terra dei Messapi Uria e Rudiae, Brundisium e Lupiae; e ora sulla costa jonica, i greci, che settecento anni prima di Cristo da Sparta hanno seguito Falanto, trasformano in una splendida città un agglomerato messapico, dove si già fermati coloni micenei.

A questa città danno il nome di Taras, il figlio di Nettuno, che primo si era fermato sullo Scoglio del Tonno.